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Data: 22/04/2010 9.07.13 Il 3 maggio, al Teatro Vittoria di Roma, ore 21,00, 'Pisa-Roma 1-2 (13 marzo '83)':
Il 3 maggio, al Teatro Vittoria di Roma, ore 21,00, andrà in scena DIECIPARTITE atto II:'Pisa-Roma 1-2 (13 marzo '83)'.
Giuseppe Manfridi salirà in scena per raccontare, attraverso questa partita dai contorni particolarissimi, l'anno del secondo scudetto giallorosso. E non solo in ragione delle sue vicende calcistiche.
Sarà un viaggio articolato tra pieghe private, pubbliche e politiche.
E, ovviamente, romaniste.
Data: 22/04/2010 9.03.25 A Giuseppe Manfridi viene assegnato il Premio Franco Enriquez per il teatro, edizione 2010:
Il 22 agosto 2010, presso il Teatro Cortesi di Sirolo, verrà consegnato a Giuseppe Manfridi il Premio Franco Enriquez per il Teatro. Il premio è assegnato per l'intera produzione drammaturcica dell'autore, e particolarmente per la sua valenza civile e sociale.
Data: 22/04/2010 9.00.09 Splendido successo di 'LAZIO-ROMA 3-3', e splendido articolo in nazionale di Franco Cordelli sul Corriere della Sera:
E' iniziato con un grande successo il progetto DIECIPARTITE ('Lazio-Roma 3-3').
Franco Cordelli, sul Corriere della Sera di domenica 18 aprile, pubblica in pagina nazionale una recensione magnifica in cui tra le altre cose scrive: "Vorrei dirlo senza mezzi termini: il primo spettacolo della serie è stato entusiasmante."
Data: 10/04/2010 17.47.57 Il progetto DIECIPARTITE debutta al Teatro Vittoria di Roma con "LAZIO-ROMA 3-3":
Anteprima al Teatro NINO MANFREDI di Ostia, domenica 11 aprile, ore 21,00, e debutto romano al TEATRO VITTORIA di Roma, martedì 13 aprile, ore 21,00 del progetto DIECIPARTITE.
Si comincia con "LAZIO-ROMA 3-3, del 29 novembre '98". Da un'idea di Daniele Lo Monaco, regia di Stefano Sparapano. Di e con Giuseppe Manfridi.
Dieci grandi partite della storia giallorossa vengono portate in scena con pathos, ironia e amore vero.
A Roma, nel cuore di Testaccio. A piazza Santa Maria Liberatrice.
Data: 30/12/2009 19.40.08 Manfridi sul palcoscenico del Teatro Argentina il 3 febbraio 2010 con "Wakefield, l'uomo che fuggì da se stesso":
Il 3 febbraio 2010, alle ore 19,00, Manfridi terrà sul palcoscenico dell'Argentina una conferenza/spettacolo che partendo dal racconto di Hawtorne 'Wakefield'si addentrerà in un cosmo di connessioni letterarie. L'approdo del viaggio sarà l'Estadio Olimpico Universitario di Città del Messico, dove, nell'ottobre del 1968, Robert Beamon si rese protagonista di una formidabile impresa. Quale la relazione? Questo il senso della pèrformance: un enigma da svelare.
Data: 04/11/2009 9.56.29 "Epopea Ultrà', lezione (mah!) di un autore sul suo romanzo:
Questa la nota sull'evento diffusa in rete:
"Mercoledì 4 novembre, presso la libreria BIBLI, via dei Fienaroli 28. Alle ore 20,30.
Non sarò solo, ci sarà con me anche uno straordinario musicista: Marcello Appignani, che ringrazio per la sua presenza.
Cercherò dunque di fare teatro facendo una lezione sul mio romanzo, che è tutt’altra cosa dal presentarlo. Non vi dirò quanto sia bello. Cercherò, piuttosto, di penetrare con voi nel macchinario della scrittura aprendo le porte di un’officina mentale.
Ogni scrittore, grande o piccolo che sia, si porta con sé la propria officina.
Io dalla mia ho fatto uscire i personaggi e i destini di ‘Epopea Ultrà’. Saranno loro il corpo dell’esperimento. Su loro agirò. Forse per dire cose adesso neanche mi immagino.
Cercherò di fare teatro senza investirmi di un ruolo che non sia quello di uno che illustra e spiega, ma con lo sforzo di di dare sostanza a quel fatidico ‘Qui e Ora’ capace di tramutare un’assemblea in un atto spettacolare.
Non so come sarò… forse serissimo, forse clownesco. Dipenderà dall’assemblea stessa.
O forse dalle prime parole che mi usciranno di bocca.
Poi, si parlerà anche d’altro.
Del progetto e del laboratorio che portano il nome del romanzo e del nostro gruppo.
E d’altro ancora.
In un tempo che prometto non infinito."
Data: 28/09/2009 15.23.58 'In treno in tre no', conferenza spettacolo di Giuseppe Manfridi. Teatro Argentina, 14 ottobre, alle ore i8,00. Ingresso libero:
In una conferenza spettacolo concepita all’insegna del ‘divertissemant’ verbale, del ‘calambour’ e di azzardati funambolismi metrici, ci si propone di elaborare un viaggio nelle pieghe del linguaggio e della parola per sondarne le infinite possibili magie, le ambiguità sulfuree e i mille giochi alchemici che se ne possono cavare.
In primo piano, l’analisi delle strutture metriche, esplorate in modo da renderne accessibile a chiunque l’armamentario tecnico e i prodigiosi risultati formali a cui possono dar luogo. Si scivolerà, inoltre, nelle misteriose doppiezze della parola capace di mascherare se stessa a difesa di un senso criptato. Oppure, in quelle della parola messa a maschera di un numero rivelatore di segreti antichi (come nella Bibbia, come in Dante).
Ma su tutto, si imporrà un senso di spettacolo puro.
Sonetti monoconsonantici, strofe elaborate con due sole lettere, palindromi di estensione innaturale, chiacchierate al contrario (!), inversioni di senso e fulminanti atti unici saranno i veri personaggi di questa stralunata e ‘diabolica’ lezione che riconosce i suoi numi tutelari nei virtuosisimi umoristico-stilistici di Queneau, Perec, Marcello Marchesi, Flaiano e Campanile.
Data: 07/09/2009 11.44.02 Presentazione /festa di “Epopea Ultrà”, romanzo di Giuseppe Manfridi (Limina editore), e del progetto che porta questo nome:
Giovedì 24 settembre, ore ventuno, al Teatro dell'Angelo (Via Simone de Saint Bon 19), andrà in scena la festa/presentazione del romanzo 'Epopea Ultrà' (Editore Limina) di Giuseppe Manfridi, e del progetto che vi è collegato. Ovvero, una serie di appuntamenti (che si terranno sempre al Teatro dell'Angelo nel corso della stagione) in cui coniugare teatro, letteratura, cinema e giornalismo allo sport e ai suoi valori più intrinseci.
La serata del 24 è prevista all’insegna della più appassionata informalità, e sarà una sorta di viaggio nell’universo calcistico vissuto attraverso le tappe percorse dall’autore con i suoi testi (‘Ultrà’, ‘La partitella’, ‘Teppisti!’, ‘La riserva’, ecc.).
Amici e amiche, attori e attrici, giornalisti sportivi e non, si avvicenderanno sul palco non solo per esibirsi, ma anche per entrare nel vivo di un dibattito che proprio in questi giorni si sta riaccendendo di nuova intensità (basti pensare alla questione della tessera del tifoso).
Non è temuta la caciara.
La serata è aperta a tutti coloro che ricevono questo invito, sino a esaurimentoi posti! Cosa ovvia, ma meglio dirla.
Data: 28/07/2009 18.15.42 CORSO DI SCRITTURA CREATIVA CONDOTTO DA GIUSEPPE MANFRIDI NELLA STAGIONE 2009/10:
Il laboratorio si articola nell’arco di due mesi, con la cadenza di una lezione settimanale di quattro ore, per un totale garantito di 40 ore complessive.
Nella stagione 2009/10 il corso verrà replicato nei bimestri di ottobre/novembre, febbraio/marzo, aprile/maggio, e sarà ospitato all’interno dell’Accademia Rosebud.
Ogni bimestre coincide con un ciclo concluso.
La prima tornata (ottobre/novembre) avrà per titolo:
LABORATORIO EPOPEA ULTRA’
L’intento, difatti, è quello di circostanziare una precisa gamma di temi legati allo sport nel senso più lato: sia chiamando in causa personaggi o situazioni ormai consegnati alla memoria collettiva, sia inventando ex novo intrecci e personaggi comunque collegabili allo sport (e non ci riferiamo solo al calcio).
I vari temi verranno quindi sviluppati secondo i diversi criteri della narrativa, della drammaturgia e della sceneggiatura cinematografica.
Questa imposizione vuole fungere da chiave di volta per accedere alle logiche fondamentali di un processo di scrittura creativa ancor prima che esso prenda una direzione tale da farlo divenire un testo teatrale, un film o un romanzo.
Si partirà, dunque, dall’organizzazione del corredo bibliografico (ovvero, di tutto ciò che è inerente al fatto che ci si è prefissi di narrare), per passare alla maniera di ‘mitizzare’ un evento facendo sì che esso trapassi dalla cronaca alla ‘favola’.
A lavoro avviato, verranno seguiti con attenzione specifica i vari codici prediletti dai diversi allievi (che, ribadiamo, vanno dalla sceneggiatura alla drammaturgia e alla narrativa).
Le ultime lezioni saranno aperte al pubblico per consentire alla classe di far presenziare agli incontri conclusivi spettatori invitati dagli stessi allievi, questo al fine di saggiare una reazione concreta alla lettura dei vari scritti prodotti durante il corso.
I temi laboratoriali degli altri due bimestri verranno definiti e annunciati successivamente.
Contatti con l’Accademia Rosebud:
Via Don Orione 8, Roma – 2° piano. Metro A fermata Ponte Lungo.
Segreteria: 06/70492537 – 3479933074
www.accademiarosebud.com
Data: 18/06/2009 19.40.09 Allo spettacolo "Il caso Dorian Gray" il Premio Flaiano:
Lo spettacolo "Il caso Dorian Gray", diretto da Pino Micol e interpretato da Manuele Morgese, ha ricevuto il Premio Flaiano. A inizio della prossima stagione è prevista una serata d'onore al Teatro Quirino.
Data: 07/06/2009 9.33.18 'Epopea Ultrà' è in libreria. Dopo una settimana, già una prima ristampa:
Il romanzo 'Epopea Ultrà' (Limina Editore) è uscito nelle librerie di tutta Italia il 27 maggio, e dopo una settimana si è giù dovuto provvedere a una prima ristampa.
Intanto, su Facebook, il gruppo 'Epopea Ultrà, fondato da Bobo Artefatti, è arrivato a contare quasi 400 membri.
Data: 05/03/2009 17.40.57 'Il caso Dorian Gray' con la regia di Pino Micol:
Manuele Morgese sarà protagonista de 'Il caso Dorian Gray' che debutterà il 31 marzo all'Aquila con la regia di Pino Micol.
Data: 05/03/2009 17.39.39 'Uno, nessuno e centomila' con la regia di Giancarlo Cauteruccio:
Il 18 marzo debutterà al Teatro Studio di Scandicci 'Uno, nessuno e centomila' con la regia di Giancarlo Cauteruccio. La versione scritta molti anni fa per Flavio Bucci è stata rielaborata per le particolari caratteristiche di questo spettacolo che ha come protagonista Fulvio Cauteruccio-
Data: 05/03/2009 17.37.09 'La matassa e la rosa' il 4 aprile a San Lorenzo in Lucina:
Finalmente, 'La matassa e la rosa', con Pamela Villoresi e Sabina Vannucchi (musiche di Luciano Vavolo), verrà presentato anche a Roma. Lo spettacolo inaugurerà la rassegna 'Divinamente Roma' il 4 aprile nella chiesa di San Lorenzo in Lucina. Il pomeriggio è prevista una replica in inglese, la sera in italiano.
Data: 21/02/2009 9.58.13 'La matassa e la rosa' a New York con Pamela Villoresi:
Il 26 febbraio Pamela Villoresi e Sabina Vannucchi, con le musiche diLuciano Vavolo, porteranno in scena 'La matassa e la rosa' alla Middle Collegiate Church di New York. Lo spettacolo verrà proposto in inglese, per essere poi replicato, sia in inglese che in italiano, a Roma nell'ambito della rassegna Divinamente Roma.
Data: 21/02/2009 9.55.37 Pubblicati da La Mongolfiera 'Marlene' e 'La matassa e la rosa':
'Marlene' e 'La matassa e la rosa', testi entrambi portati in scena da Pamela Villoresi, sono stati pubblicati dalla casa editrice La Mongolfiera. Il volume de 'La matassa e la rosa' comprende anche la traduzione inglese del lavoro a opera di Declan McLaughlin.
Data: 10/11/2008 10.48.05 E' iniziata l'avventura di Marlene:
Venerdì 7 novembre ha debuttato al Teatro Manzoni di Pistoia, gremito in ogni ordine di posti "Marlene". Pamela Villoresi e tutta la compagnia sono stati accolti da applausi straordinari. Lo spettacolo dopo una lunga tourné, approderà in primavera a Roma, al teatro Quirino.
Data: 05/10/2008 2.13.18 "Il venexiano" con Stefano Santospago al Biondo di Palermo:
Dal 21 al 31 maggio 2009, per un totale di 14 rappresentazioni, sarà rappresentato al Teatro Biondo di Palermo "Il venexiano - Giacomo Casanova bibliotecario a Dux", con l'interpretazione e la regia di Stefano Santospago.
Data: 05/10/2008 2.10.22 Debutto di "Marlene" con Pamela Villoresi e Orso Maria Guerrini:
Il prossimo 7 novembre debutterà a Pistoia la commedia in tre atti "Marlene", sulla seconda metà della vita di Marlene Dietrich. Protagonista: Pamela Villoresi. La produzione è del teatro Argot. La regia di Maurizio Panici. Dopo una lunga tourné, lo spettacolo sarà a Roma in primavera al Teatro Quirino.
Data: 04/09/2008 12.27.24 "L'osso d'oca - Ultimi giorni di Puccini a Bruxelles" su RAI DUE:
Venerdì 5 settembre, in seconda serata, la commedia "L'osso d'oca - Ultimi giorni di Puccini a Bruxelles" verrà trasmessa integralmente da RAI DUE nella serie Palcoscenico. L'edizione televisiva ripropone lo spettacolo teatrale diretto da Francesco Branchetti, con le musiche di Antonio di Pofi e la stessa compagnia che ne ha decretato il successo sulle scene. A interpretare Giacomo Puccini, un meraviglioso Pino Micol, mentre Bruno Maccallini tratteggia in modo superlativo la figura del cieco Nino Salvaneschi e Paola Gatti veste brillantemente i panni dell'effervescente Mutter Sonia. Le scene sono di Riccardo Pericone.
Data: 19/01/2008 17.33.35 Una splendida Silvia Brogi ne 'La supplente':
Ha debuttato alla Sala Artaud dell'Orologio a Roma (in scena sino al 3 febbraio)'La supplente, con la straordinaria interpretazione di Silvia Brogi. La regia è di Claudio Boccaccini, le musiche sono di Antonio Di Pofi. Il testo, dedicato all'attrice,viene incarnato con una carica emotiva e con una sottigliezza ironica che incantano il pubblico. Ogni sera, applausi interminabili.
Data: 16/10/2007 13.34.16 Splendido successo de 'L'osso d'oca' alla Cometa di Roma:
Al Teatro La Cometa di Roma ha debuttato 'L'osso d'oca' con grande successo.
Così Franco Cordelli sul 'Corriere della sera': "Una commedia (...) scritta in un magnifico italiano. E', a mio parere, la più bella commedia italiana da molto tempo a questa parte. Il loro contributo lo danno un Pino Micol in gran forma, un Puccini perfetto perfino nella somiglianza fisica, e Bruno Maccallini, un attore straordinario. (...) La regia, a cui va ascritto un finale visivamente eccezionale, è di Francesco Branchetti.
Scrive Paola Conte su 'Il Romanista': "Pino Micol è un Puccini di una simpatia scoppiettante che esplode a tratti in fuochi d'artificio, e il pubblico ride conquistato. (...) L'omaggio alla vita, che la musica pucciniana ha cristallizzato nelle sue eroine, si traduce in un commiato dalle piccole cose e sotto finale le battute colano dentro calde e si spandono in un lago di commozione".
Rita Sala su 'Il Messsaggero': "Spettacolo felice in tutte le sue composizioni. (...) Felici il testo e la drammaturgia: mai come qui Manfridi ha messo al servizio di un interprete il suo scrivere bello, capace di farsi crepuscolo pieno di tinte, ora accese ora sfumate, attorno a una figura forte come quella di Giacomo Puccini. (...) un epilogo pieno di pathos, che di Puccini (o di Micol) rivela tensione, dolore, tormenti, aspirazione disperante a un'eleganza complessiva dell'esistere in cui possano abitare, insieme, qualità e passioni."
Tiberia De Matteis, su 'Il Tempo': "Il gioco ironico e sottile, in bilico fra documentazione storica e invenzione, suscita diversi livelli di lettura con risvolti gradevoli e soluzioni inaspetatte. Felice connubio di dramaturgia italiana doc e interpretazione raffinata".
Data: 24/09/2007 13.15.49 L"Osso d'oca - ultimi giorni di Puccini a Bruxelles" inaugura la stagione de La Cometa :
Debutta il 6 ottobre, al Teatro La Cometa di Roma, la commedia "L'osso d'oca - ultimi giorni di Puccini a Bruxelles", con Pino Micol, Bruno Maccallini e Paola Gatti. Regia di Francesco Branchetti. Il testo racconta in modo lieve, struggente e ironico l'universo pucciniano attraverso l'incontro del grande musicista con un suo ammiratore ricoverato nella stessa clinica svizzera dove si trova anche il Maestro.
Data: 27/12/2006 15.37.39 Usciti presso Grenese i volumi "Soliloqui e Monologhi - 50 pezzi pr attore solista", "Soliloqui e Monologhi - 50 pezzi per attrce solista":
L'editore Gremese ha pubblicato i volumi "Monologhi e soliloqui" /('50 pezzi per attrice solista - vol. I' e '50 pezzi per attore solista - vol II'), a cura di Giuseppe Manfridi. I libri sono destinati in particolare a giovani interpreti che debbano prepararsi a un provino, o cucirsi addosso spettacoli a propria misura. I brani antologizzati, corredati di informazioni specifiche e di brevi microregie indicative, sono tratti dai repertori non solo del teatro, ma anche da quello della letterarura, da epiistaolari, da scenggiature, ecc., nell'intento di stimolare i più diversi criteri di recitazione.
Data: 19/06/2006 20.30.17 Giuseppe Manfridi direttore della colanna teatrale di Gremese:
L'editore Gianni Gremese ha affidato a Giuseppe Manfridi la direzione della sua collana teatrale, che da tempo si contraddistingue per una ricca varietà di proposte ispirate sia alla scena italiana che a quella straniera. Oltre che improntare la scelta e la redazione (eventuali traduzioni, introduzioni, ecc.) dei materiali strettamente drammaturgici, Manfridi si occuperà anche di tutta la manualistica dedicata al teatro nelle più diverse forme.
Data: 19/06/2006 20.23.03 'Per rabbia e per amore' al Todi Festival:
Simona Marchini, Adriana Alben e Virginia Barrett porteranno in scena il 21 luglio al Todi Festival il testo 'Per rabbia e per amore', un trittico di ritratti femminili che contempla 'La schiava', 'Trequarti' e 'Vis à vis'.
Data: 15/04/2006 10.30.01 L'editore Gremese pubblica il romanzo 'Cronache dal paesaggio' e la commedia 'Anja':
L’editore Gremese sta per mandare nelle librerie sia la commedia ‘Anja’, di prossimo allestimento a Roma per la regia di Claudio Boccaccini, che il romanzo ‘Cronache dal paesaggio’, clamoroso debutto di Giuseppe Manfridi nella narrativa. Frutto di una lunghissima gestazione, l’opera è un intarsio di innumerevoli linee narrative che arrivano a comporre un affresco totale, denso di personaggi, vicende e fantasia. Pagina dopo pagina i toni umoristici si sovrappongono a risvolti gost. Nel complesso, si tratta di un libro che che si propone di cambiare le regole della lettura, all’insegna, comunque, di un’assoluta godibilità. In questo sito potete trovare, nel menù ‘Disegni Cronache e altro’, dei disegni di Paola Conte ispirati ad alcuni passaggi del romanzo.
Data: 03/02/2006 21.13.43 Dopo nove anni torna in scena 'Zozòs' diretto da Claudio Boccaccini:
Dopo il grande successo ottenuto nove anni fa, torna in scena ‘Zozòs’ nell’irresistibile versione di Claudio Boccaccini, con Adriana Russo, Riccardo Barbera e Simone Crisari. La commedia, definita dal Sunday Times all’indomani dellla Prima londinese diretta da Peter Hall: “La commedia più divertente e irriverente che abbia mia visto”, racconta un prolungato incastro sodomitico che sviluppa una serie incredibile di rivelazioni e colpi di scena. Lo spettacolo debutta il 7 febbraio al Teatro Agorà di Roma (in Via della Penitenza), dove replicherà per tre settimane.
Data: 15/12/2005 9.36.52 Una splendida Debora Caprioglio ne 'La stanza al buio':
Ha debuttato con grande successo a Bagni di Lucca la commedia gialla ‘Una stanza al buio’, diretta da Lorenzo Costa che ne è pure interprete. Protagonista femminile una splendida e bravissima Debora Caprioglio. La produzione è del Teatro Garage di Genova. Lo spettacolo sarà in turnée sino al febbraio del 2006. Si prevede una ripresa per la ìrossima stagione.
Data: 07/08/2005 0.13.59 'Shakespearefamily' con la regia di Branchetti al Festival di Taormina:
il 18 e il 19 di agosto è andatoin scena al Festival di Taormina 'Shakespearefamily', un testo elaborato da vari scritti in cui l'autore immagina una serie di incontri oltremondani con alcuni personaggi del teatro shakespeariano. La regia è di Francesco Branchetti. Con Alessandro Waldergan, Paola Surace, Isabella Giannone e Gianmatteo Bertozzi. Musiche di Antonio Di Pofi.
Data: 07/08/2005 0.08.56 Giancarlo Zanetti interpreta Manfridi a Palermo:
Il 7 e l'8 di agosto Giancarlo Zanetti ha portato in scena con grande successo nello scenario palermitano di Palazzo Bonagia 'Il Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde', una 'performance' in cui l'attore ha splendidamente restituito il monologo a 'tre personaggi' pernsato da Manfridi. A seguire, sono previste altre repliche in Sicilia.
Data: 27/03/2005 9.07.47 Presentazione primo volume Opere Complete:
Il 12 aprile 2005, alle ore 20,30, presso la libreria Bibli (via dei Fienaroli, 28, Roma) è stato presentato il primo volume de 'Il Teatro dell'Anarchia - Opere Complete' di Giuseppe Manfridi. Edizioni: Entertaiment & Art. A parlare, oltre l'autore e l'editore Enrico Bernard: Claudio Giovanardi, Tiberia De Matteis e Luigi Turinese. Patrizia Zappa Mulas leggerà brani da alcune delle opere pubblicate. La serata sarà un'occasione per rincontrare amici vecchi e nuovi, coinvolgendo sia il mondo del teatro che quello del cinema e quello del calcio. Chiunque legga questa nota, si consideri invitato.
Data: 25/02/2005 10.32.48 'Ti amo, Maria!' allo Stabile di Messina:
Maurizio Marchetti e Maria e Serrao sono stati gli interpreti dell'edizione messinese di 'Ti amo, Maria!' presentata nel mese di febbraio 2005 dallo Stabile diretto da Walter Manfrè. La regia dello spettacolo è stata firmata da Antonio Lo Presti. Ottimo l'esito. Gigi Giacobbe su 'Il Giornale di Sicilia' ricorda la storia della commedia, sottolinea la bella prova degli attori e rende conto dei 'calorosi applausi'. Matteo Pappalardo su 'La Gazzetta del Sud' parla di 'testo di forte impatto e di straordinaria efficacia... magistralmente scritto da Giuseppe Manfridi'; definisce, poi 'convincente e coinvolgente' la regia di Lo Presti, 'Bravissimo' Maurizio Marchetti, e 'Non da meno' la Serrao. Nell'occasione dell'allestimento, il Teatro ha pure organizzato un incontro sulla drammaturgia dello stesso Manfridi
Data: 21/01/2005 11.31.55 E' in libreria 'Autori in scena', di Tiberia de Matteis:
E' uscito in questo mese di gennaio il volume 'Autori in scena - sei drammaturgie italiane contemporanee' della storica del teatro Tiberia de Matteis. L'opera analizza con grande capacità interpretativa i testi e le poetiche di sei drammaturghi italiani: Cavosi, Erba, Chiti, Cappuccio, Scimone e Manfridi. Nel caso di quest'ultimo l'autrice ha portato a compimento un'eccellente indagine critica iniziata anni addietro quando, proprio a Manfridi, dedicò la sua tesi di laurea.
Il libro è edito da Bulzoni.
Data: 02/01/2005 18.58.35 Il Romanista:
Sin dal primo numero, Manfridi collabora al quotidiano ‘Il Romanista’.
Proponiamo il suo articolo di inizio anno, apparso il 2 gennaio:
“La prima partita del 2005 coinciderà col primo Derby vissuto dal nostro giornale, il che m’induce a una considerazione elementare, che però va al cuore del legame ormai stabilitosi tra noi romanisti, e ‘Il Romanista’. Già, ‘Il Romanista’!... Come immaginare un titolo più fulminante di questo?... Nulla, infatti, avrebbe potuto esprimere più compiutamente la nostra necessità di appartenenza e di identificazione, e, per un tifoso, l’identità è tutto. Significa riconoscersi nell’amico che ci fa da specchio, nei colori che ci simboleggiano, nel giocatore che ci rappresenta e nelle memorie che ci raccontano. D’altronde, senza un simile marchio interiore non potremmo mai essere protagonisti reali della nostra storia sportiva.
Nick Horbny, autore dello splendido romanzo ‘Febbre a 90°’, sostiene che già presenziare a una partita di calcio contribuisce a determinarla, e che basta il semplice compenetrarsi in un urlo collettivo di incitamento per prender parte a un’azione di gioco. Sono d’accordo, a patto, però, di essere sostenuti dalla forza di radici che affondino in quella stessa terra dove le mie possano mescolarsi alle tue. Io, ad esempio, al momento in cui vieni a dirmi di essere romanista e mi dai la possibilità di crederti, so che, d’un lampo, mi è offerta la possibilità di scivolare in una zona della tua anima che combacia con la mia e ci affratella. E so che, quel dato giorno, mentre io soffrivo, tu pure soffrivi. E che durante quell’altro, invece, la mia gioia era eco della tua. Lo apprendo in un attimo, e lo apprendo sino in fondo. Ma è necessario essere eccessivi per essere così. E ogni romanista eccessivo, è un romanista normale, poiché il nostro segno è l’acutezza del più profondo sentire. Altrimenti, non saremmo che dei generici appassionati di calcio. Categoria intermedia della quale diffido. Quella dei simpatizzanti velenosi e inferociti. Dai suoi lombi derivano, per lo più, legioni di telespettatori biscardiani, di milanisti per convenienza, di interisti per vezzo, di juventini per sudditanza, e di laziali per spocchia.
Perciò, ho sempre sognato di vedere la Sud srotolare, prima di un Derby, il più vasto degli striscioni che dica, a caretteri immensi : “NON SAPPIAMO CHI SIETE!”.
Altro che i loro insulti da osteria!... Provate a figurarveli mano a mano che la stoffa viene dispiegata!... Provate a figurarveli mentre si mettono a compitare a fior di labbra sillaba dopo sillaba!... Dapprima, non capirebbero... poi, annasperebbero... quindi, intuirebbero... e, infine, in questa negazione totale dell’identità, si riconoscerebbero!”
A questo articolo risponde così Claudio Giovanardi, un laziale di provatissima fede:
Caro Giuseppe,
la mia risposta era molto articolata e ‘ispirata’, temo di non saperla
riprodurre alla perfezione. Comunque provo a trasmetterti i dati essenziali.
Nella condivisione delle caratteristiche generali che attribuisci al tifoso,
non sono d’accordo sulla unicità che immagini per il tifoso romanista. Non
credo che il popolo calcistico si divida tra veri tifosi (romanisti) e
simpatizzanti biscardizzati (tutto il resto). Paragono l’evento calcistico
un rito religioso e ritengo che la particolare acredine tra i tifosi e le
squadre capitoline derivi dalla necessità di condividere il luogo di culto.
Nella mia precedente e mail raccontavo di una mia esperienza indimenticabile
vissuta a Gerusalemme. Lì, nella Basilica del S. Sepolcro, cuore della
cristianità forse più di S. Pietro, si assiste ad una stupefacente
lottizzazione degli spazi. Il sepolcro vero e proprio è sotto tutela dei
greci ortodossi, una cappella appartiene ai cattolici di rito latino, un
crocifisso a quelli di rito orientale, una cripta è dei copti, un’icona dei
cristiani di rito siriaco. E ti posso garantire che l’animosità che divide
questi ‘fratelli separati’ è nettamente superiore a quella che, tutti
insieme, li contrappone agli ebrei o ai musulmani.
Ti dice niente curva Nord, curva Sud, Tevere non numerata, Monte Mario? E
quello scambio di sedili che si deve fare a seconda che giochi in casa la
Lazio o la Roma? E’ proprio dalla condivisione del rito e del luogo di
culto, dalla troppa affinità, dalla comunanza gergale e dialettale, direi
dalla stessa fisiognomica, che nasce la rabbia del derby. Questo idem
sentire (e citiamo pure il buon Bossi!) ci fa specchiare troppo gli uni
negli altri per non detestare noi stessi nel riflesso altrui.
Per questo concludevo il precedente intervento proponendo di sostituire il
tuo striscione immaginario NON SAPPIAMO CHI SIETE! con quest’altro PURTROPPO CI CONOSCIAMO BENE!
Controreplica di Manfridi, con possibile annuncio di epistolario a seguire:
Caro Claudio,
risposta splendida e degna di te! Però, amico mio, ti è sfuggito un punto sostanziale della mia avventatissima proposta di striscione, ossia: l’imprescindibile inimicizia (sportiva) su cui si basa il cronfronto di identità. Uno striscione deve irritare, offendere, ferire, irridere. Detta più cautamente: deve sfottere. Alché, ho suggerito, per far ciò, di andare al cuore di quella che è la struttura profonda di ogni fede calcistica: la certezza di essere unici. E poiché anche il tifoso di una qualsiasi parte avversa ha il potere di sentirsi unico (difatto, lo striscione sarebbe proponibile per ogni ‘match’, non solo per il derby), al momento in cui io gli nego questo diritto mercè quell’apodittica forma di autolegiferazione che ogni frase pronunciata (o scritta) impone, presumo di avergli assestato il più sonoro dei ceffoni metaforici. Non per nulla, il mio suggerimento è un messaggio settario che dovrebbe viaggiare da penna giallorossa verso animi altrettanto giallorossi (d’altronde, quandomai tu avresti letto l’articolo sul Romanista?). Quanto alla ‘pancia di mezzo’ dei tifosi biscardiani, vorrei aprire con te un altro dibattito relativo allo svilimento becero delle nostre febbri più intrinseche. E’ questo l’unico frangente in cui mi spingo pure a discriminazioni sessuali: da quando tutto il panorama calcistico si è tradotto in un baraccone da ‘Satarycon’ petroniano aperto a ogni meretricio (d’immagine, ma non solo) è l’identità stessa di quest’universo ad essere entrata in crisi. E la massa di quegli apparenti tifosi che ne è il frutto (ribadisco lo juventinismo per sudditanza, l’interismo per vezzo, ecc... ma anche il lazialismo per spocchia, che certo esclude l’autentica natura di tifosi come te), rappresenta un obbrobrio mediatico tra i più perniciosi: un ‘monstrum’ che contribuisce non poco nel tradurre la nostra passione in un ibrido senza profilo.
Ti abbraccio,
Giuseppe
Il botta e risposta continua in data 7/1/2004...
Caro Giuseppe,
il tema che vorrei affrontare oggi sul tuo sito è il seguente: esiste un
confine tra tifo ‘colto’ e tifo ‘popolare’? E se sì, per dove passa? In
altri termini, di fronte alle sguaiate smargiassate di Di Canio (non meno
becere del famoso ‘Vi ho purgato ancora’ e altre amenità dell’eroe
dell’altra sponda) quale dovrebbe essere la reazione di un tifoso colto?
Stigmatizzare? Godere? Stigmatizzare in pubblico e godere in privato? In
sostanza, come si può far convivere cervello e viscere? Io non ho trovato
mai una risposta. Sarei curioso di sapere cosa ne pensi tu, anzi cosa ne
pensate voi lettori del forum. Con affetto
Claudio
Caro Clà,
innanzitutto, sei un grande!... Vinci un derby dopo cinque anni, e riesci a essere così olimpico. Quanto alla questione che poni, credo che poco invalga ciò che si dovrebbe, bensì piuttosto ciò che, per lo più, avviene, ossia, ed è una delle ipotesi che fai, lo stigmatizzare in pubblico e il gioire in privato. Alla peggio, semmai, il gioire sia in pubblico che in privato. Il tifoso è creatura pragmatica: addomesticabile ma non educabile. Nel senso che lo si può indurre a mantenere certri comportamenti sociali, ma non è possibile direzionarne le emozioni. Canetti, in rferimento a tutto ciò che serve come simbolo di aggregazione per le moltitudini, parla di ‘cristalli di massa’. E i ‘crist
Data: 11/10/2004 10.20.31 Uscita del primo volume de ‘Il Teatro dell’Anarchia’:
Per il mese di marzo è prevista l’uscita del primo volume de ‘Il Teatro dell’Anarchia’, con cui la casa editrice BE @A (Entertainment & Art), di Enrico Bernard, si propone di pubblicare l’opera teatrale completa di Giuseppe Manfridi.
La prefazione è di Claudio Giovanardi.
Chi volesse, può già richiedere il volume all’indirizzo: entertainmentart@gmx.net.
Le commedie contenute in questo libro inaugurale sono:
‘Giacomo, il prepotente’
‘Ti amo, Maria!’
‘Zozòs’
‘La partitella’
‘Teppisti!’
‘Ultrà’
‘Corpo d’altri’
‘Anima bianca’
Oltre a questi titoli già da tempo rappresentati con successo sia in Italia che all’estero, se ne aggiungono due ancora inediti per le scene:
‘Una storia cattiva’
‘Ménage’.
Data: 11/02/2004 14.12.30 ‘Corale dell’attesa’ al Festival di Taormina:
I primi di luglio ha debuttato al Festival di Taormina, con repliche a Gardone Riviera e al Teatro Romano di Ostia Antica, il ‘Corale dell’attesa’ (vedi foto alla voce: Spettacoli), con la regia di Francesco Branchetti, e le musiche di Antonio Di Pofi. Coinvolti nell’operazione, nove interpreti. Notevolissimo è stato il successo sia di critica che di pubblico.
Così la critica:
…rivela una natura profondamente religiosa “corale dell’attesa” : la suggestiva riflessione laica che Giuseppe Manfridi ha presentato con successo, per la regia di Francesco Branchetti, al Teatro Romano di Ostia Antica…
…travagliata ‘indagine dell’anima’ , suggestivamente antinaturalistica e squisitamente poetica, intrisa di un’avviluppante atmosfera di sospensione esistenziale…
…magnetica, fluviale poesia dell’autore…
…applausi emozionati di una platea attenta e coinvolta…
(Paolo Scotti – IL GIORNALE)
…una disputa dialettica drammaturgicamente costruita su dialoghi fitti e serrati, che conducono lo spettatore in un viaggio straziante attraverso quelli che in scena sono i dubbi e la meschinità dei personaggi ma che potrebbero essere paragonati alle paure che affliggono ognuno di noi…
…un’ opera considerevole per contenuti e messa in scena che ha trascinato l’attentissimo pubblico in un percorso d’introspezione su tematiche tutt’altro che superate…
…la musica, scritta appositamente da Antonio Di Pofi, ha un ruolo fondamentale da un punto di vista drammaturgico…
…un’“attesa”trascinante…
…una grande rappresentazione dove si mescolano magistralmente teatro classico e teatro sperimentale.
(Sara Zani - BRESCIA OGGI)
…lo spettacolo che la stampa nazionale ha definito la vera novità del Festival di Taormina…
(BRESCIA OGGI)
… Il testo scritto in versi polimetrici come il teatro di Pasolini ed Eliot, resta sempre in bilico tra illuminazione poetica e disputa dialettica acquistando sonorità profetiche nell’interpretazione dai toni surreali di Fabio Traversa nel ruolo del ‘ritornante’… Francesco Branchetti conduce lo spettatore in un viaggio straziante attraverso paure, dubbi, meschinità ed auspici grazie ad un continuo dialogo tra una partitura poetica ed una musicale continuamente intrecciate fra loro.
(Federica Valluzzi - IL TEMPO)
…la forza poetica e suggestiva del nuovo testo di Manfridi evoca un’inquietudine tutta moderna, rapsodicamente contemporanea…
…un affresco di trascendenza che intende inserirsi in un contesto di realtà martoriata dai conflitti. Un modo anche per riflettere sulle attuali guerre di religione che affliggono il mondo intero trascinando soprattutto le nuove generazioni in spirali di violenza inaudita,senza ritorno e senza la speranza del riscatto…
…una messinscena essenziale e di grande impatto…
…“Corale dell’attesa”, i versi del terrore al Teatro Romano di Ostia Antica …
…forza poetica e suggestioni nel dramma degli apostoli dopo la morte di Cristo…
(CORRIERE DELLA SERA)
…il regista dirige gli attori orchestrando con rigore la polifonia del testo, in cui le tensioni più forti, elevate e spirituali fanno da contrappunto a quelle più misere, basse, vigliacche, e tuttavia insite nella natura umana…
(LIBERAZIONE)
…grande successo di pubblico e di critica a Taormina Arte…
…messinscena di grande impatto…
(IL TEMPO)
…un testo di Giuseppe Manfridi particolarmente ispirato e incisivo messo in scena da un Francesco Branchetti che ha saputo penetrare le grigie pareti del dubbio e ha saputo trasmettere agli spettatori, aggrappati a dialoghi lancinanti, il senso di un’ “interregno tra un suono e il silenzio che sussegue”…
…il pubblico rimane scioccato, si identifica e una forte inquietudine lo assale, inquietudine trasmessa dalla forza poetica e suggestiva dello spettacolo , dalla
straordinaria recitazione degli attori e dalle musiche di Antonio Di Pofi che per tutta la durata dello spettacolo hanno saputo scandire momenti, stati d’animo, ritmi e anche tensioni spirituali e fede…
…le musiche di Antonio Di Pofi hanno saputo scandire momenti, stati d’animo, ritmi e anche tensioni spirituali e fede…
(Carmelo Duro – GAZZETTA DEL SUD)
…suggestivo e coinvolgente…
… uno spettacolo dai molteplici incastri emotivi reso incisivo grazie a una scenografia sobria e suggestiva alimentata da un gioco di luci e suoni tale, da renderla magica e surreale…
…gli attori hanno recitato in maniera superba imprimendo al racconto una recitazione drammatica e toccante…
…valanga di applausi…
(Rosario Messina – LA SICILIA)
…uno spettacolo originale, impegnato…
…“Corale dell’attesa” ha costretto tutti laici e non, in un territorio poco esplorato dove le tensioni più forti, elevate, spirituali,si trovano accanto alla più meschina, bassa natura umana, dando luogo all’altalenante rapporto tra ragione, dubbio, natura, fede e morale…
(L’ ECO DEL SUD)
…una lotta interiore che simboleggia il dibattito fra dubbio e fede, tra coraggio e viltà…
(IL MESSAGGERO)
…lunghi applausi…
(Paola Carmignani - GIORNALE DI BRESCIA)
Data: 11/02/2004 14.08.20 Numero 3/04 della rivista ‘Passages’:
Il numero 3/04 della rivista ‘Passages’ (edita da Passigli, e attualmente in vendita presso molte librerie) pubblica, con la presentazione di Enzo Lamartora, un importante estratto dal romanzo ‘Cronache dal paesaggio’ (vedi alla voce: Profilo biografico).
A quest’opera il regista Claudio Boccaccini ha di recente dedicato uno spettacolo presentato al Teatro Della Cometa di Roma.
Nella Galleria Fotografica pubblichiamo dei disegni che Paola Conte ha dedicato ad alcune storie contenute nel libro, e che hanno suggerito a Claudio Giovanardi queste righe:
“Caro Giuseppe,
permettimi di dire due parole sui disegni di Paola che compaiono nella galleria fotografica del tuo sito. Io credo di essere uno dei pochi fortunati che hanno avuto il privilegio di leggere per intero le tue ‘Cronache’, un'opera tanto affascinante quanto
complessa e misteriosa. Già a livello di definizione crea problemi: romanzo? raccolta di racconti? aforismi? romanzo-saggio? diario infoiato di passioni? E chi sa dirlo? Io no. Sento che l’avvicinamento più proprio sia ai grandi moralisti del passato, direi Montaigne, Pascal, La Rochefoucauld, rispetto ai quali però la varietà degli stili usati è un punto di distanza. Paola ha dato mano (stavo per dire voce) a una sua linea interpretativa che suscita un’adesione immediata, anche al di là dello scrupolo filologico di capire a quali racconti si riferiscano i suoi disegni. Quei tratti leggeri, quelle figure ingenue, quei colori pastello così tenui, mi hanno ricordato un bellissimo libro che raccoglie i disegni dei bambini dopo la tragedia delle Torri gemelle di New York. Anche in quel caso, la mano leggera dei bambini riusciva a penetrare lo spirito profondo di un evento tragico e per certi aspetti misterioso. Così, nel caso di Paola, quei testoni alla Charlie Brown, quel piedozzo in primo piano, quegli aeroplanini da Luna-park sortiscono un effetto moltiplicatore di senso. Del resto perchè stupirsi? Quando parliamo di musica non lo facciamo certo cantando, quando parliamo di pittura non lo facciamo dipingendo, quando parliamo di danza non lo facciamo danzando. E quando parliamo di letteratura possiamo farlo disegnando. O no? Io ho imparato tanto da quei nove disegni. Grazie!”
Più di recente abbiamo ricevuto queste righe di Vincenzo Giannì che si riferiscono al disegno del piede e della scarpa:
"Trovo che fra la scarpa ed il piede esista lo stesso rapporto che intercorre fra la vita e il nostro essere, la biografia e il curriculum vitae dell'esistente. Fra i due, la calza rappresenta il diaframma imponderabile, sottile e sfuggente, che non lascia mai tracce ( odori,forse). Le esperienze invece, credo siano solo il callo che facciamo su noi stessi. Un abbraccio. Vincenzo"
Proponiamo le ultime tre Cronache che si sono aggiunte alle altre...
All’unisono
“Ho vissuto con quella donna per sedicianni, e mai, vi dico, mai, l’ho vista sbattere le palpebre. Mai!... Dapprincipio, mi dicevo ‘Impossibile!’, e me ne facevo io una colpa imputandomi una presunta incapacità di accorgermene, ma alla lunga ho dovuto convincermi che per davvero non le sbatte mai. Ancora oggi che tutto tra noi è finito, mi domando se ciò sia causa o conseguenza della sua intrinseca, fatale, inaudita stranezza. Voi che siete rimasti amici di entrambi, sinceramente: come la vedete?...” - Non vi diremo quel che gli abbiamo risposto noi, ma quandomai pure a voi accadesse di sentirlo dire così, fareste bene a informarlo che la stranezza diagnosticata nell’amante è pari pari la stessa che lei va attribuendo a lui, se è vero che molti qui l’hanno sentita proclamare: “Padronissimi di non credermi, ma vi garantisco: non il vostro amico sbatte le palpebre. Giuro, mai. Assurdo, ma vero. Era capace di starsene ore e ore a fissarmi rendendosi a malapena conto che io, con lui, facevo lo stesso, e neppure una volta che gliele abbia vista sbattere. Dio mio, una cosa orribile. Contronatura. In definitiva, che vi piaccia o no, ecco cos’è che m’ha indotto a lasciarlo. Dite che è da matti?... Fate pure!”. Tuttavia, che non vi sembri piuttosto questa la stranezza, lui quella donna l’ha infinitamente amata, e lei, quell’uomo, altrettanto, e non per poco: per quasi sedicianni, sin quando, all’unisono, hanno deciso di rompere, e ciascuno con la certezza di essere stato lui, o lei, a volerlo. Motivo? Quell’imperscrutabile, reciproca anomalia che, in realtà, era il crisma del loro essere affini. Infatti, per sedicianni, i due, hanno esempre sbattuto le palpebre nello stesso medesimo istante, nello stesso attimo, per miliardi di volte, vietandosi il mondo quando pur l’altro, fulmineamente, se lo negava.
Due bimbi
Due bimbi. Due bimbi. Due bimbi assai fuori dal comune. Immagino, fra loro, un incontro mai avvenuto ma che, se si fosse verificato, non avrebbe mancato, né mancherebbe, di scatenare emozioni e percezioni di singolare, acutissima entità. Uno dei due, figuratevelo intriso di presente. L’altro, di futuro. Il primo, è uno scrittore; il secondo, lo diventerà. Di quello che è già scrittore possiamo dire che, nel volgere di alcuni mesi, produrrà un’opera piena e compiuta, ma destinata a non avere repliche negli anni avvenire. Nessuna replica mai più. Un enfant prodige. Ne sono esistiti, e ne nasceranno sempre. Di quello, invece, che ancora abita la sua età in consonanza con le normali esigenze dell’infanzia, sappiamo che è portatore di un mondo ‘in fieri’ alla cui concezione neccesitano i trapassi da ogni età alla successiva, sino a quella, adulta, della totale maturità. Lì l’approdo, l’esito, l’appuntamento. Solamente lì, e non prima. - Come sogna un bimbo che crea? Come sogna, per contro, un bimbo a cui sarà dato di farlo in futuro?... Osservateli. L’uno vive penetrato da fantasmi e nebulose; l’altro essendone contornato. L’uno, immerso nella carne dell’irreale; l’altro, nel profumo della crescita. L’uno, bruciando; l’altro, decantando. E quali analogie prenderebbero forme e gesti al momento del loro possibile ritrovarsi di fronte? Entrambi, presumo, desiderando giocare, ma a modo loro: il secondo proporrà il gioco, mentre il compagno ne permuterà le regole, poiché questi, lo scrittore in atto, l’enfant porodige, si troverebbe già intriso dall’obbligo delle Leggi e lo slancio della sua immaginazione effettuata lo terrebbe incatenato alla severità di ciò che va fatto, laddove, invece, quello che ancora non è ma che sarà, potrebbe consentirsi l’immacolata gioia di una vacanza vitale. La gioia offerta dagli anni che ha. - E, comunque, si riconoscerebbero? Si intuirebbero? Si comprenderebbero? - Chi, fra i due, avrebbe meno tempo da trascorrere con l’altro? Quello che fa, o quello che aspetta? E chi più distante dalle cose attorno? Colui che le rimodella, o colui che, piuttosto, inizia a cavarne domande, balbettii e zoppiccanti melodie? - E chi... chi, fra questi bimbi - poiché, di certo, sono bimbi entrambi - è destinato a soffrire di più? Chi il dolore del mondo lo vede, o chi lo presente? - Fatto sta, ripeto, che sono bimbi, sono bimbi entrambi. E nessun bimbo vale di più o di meno di qualsiasi altro bimbo. Nessun bimbo è più bello né più brutto di nessun altro bimbo. Nessun bimbo, al fondo del suo cuore, è diverso da nessun altro bimbo. Nessun bimbo, nessuno mai, da nessun altro bimbo.
Atto d’amore
Innamoratissima, si addormentò stretta al suo grembo e col membro floscio di lui tra le labbra. Sennonché, rigeneratosi nella postura del sonno, quel membro, gonfiandosi, la soffocò. Tutto ciò avvenne nell’ambito della realtà e, al contempo, d’un sogno fatto da lui, che, sgravandosi del fardello seminale nella gola schiacciata della fanciulla, per un attimo fu sul punto di riscuotersi, ma subito poi si riaddormentò d’un maggior sonno ancora. Al risveglio definitivo, avvertendo una morsa alla radice del pube, l’uomo scoprì la sua dolce mantide coi muscoli della faccia contratti dai rigori della morte, e che così se lo teneva stretto nelle fauci, imprigionandolo. - Direbbe un adagio mai trascritto: impossibile svellersi dalle carni ciò che matura la nostra morte; e, per converso: mai potremo sottrarci al peso delle pietre di ciò che demolimmo. - Che no
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